6.1 Antropomorfizzazioni “Violente” nel cinema d’animazione e nelle serie televisive

Le tematiche affrontate nelle animazioni sono molteplici.

Quando gli autori decidono di rappresentare la realtà, non sempre lo fanno con quei toni dolci e smielati che caratterizzano certe produzioni, quali quelle disneyane.

Esiste un filone nell’animazione che tende a sottolineare quelli che possono essere definiti i lati “negativi” della realtà, oppure le cosiddette verità scomode.

Si mostrano, dunque, incidenti, catastrofi, situazioni di degrado, violenze gratuite, temi che vengono affrontati, talvolta in maniera satirica e ironica, altre in chiave malinconica e/o di denuncia, altre volte, ancora, in maniera cruda.

Nel cinema d’animazione possiamo rintracciare artisti che si sono guadagnati la loro notorietà proprio per le tematiche violente (talvolta scandalose), affrontate nella loro produzione artistica.

Bill Plympton è un’artista che si è distinto per la sua arte caratterizzata da uno stile violento, spesso con riferimenti al campo sessuale, presentando situazioni che degenerano fino a diventare surreali. ( un esempio è “Eat” del 2001). [1]

I suoi temi preferiti sono il patetismo della quotidianità, gli atteggiamenti dei politici e i retroscena dell’industria della cultura, e nelle sue storie mette a nudo la società ed il corpo umano sembra soffrire di tutti i vizi e le ipocrisie dello spirito.

Uno dei più recenti cortometraggi dal titolo “Guide Dog” (2006), animato completamente a mano dall’autore (come tutte le sue opere), ritroviamo come protagonista un cane che offre la sua visione del mondo attraverso le difficoltà surreali con cui ha a che fare mentre svolge il suo lavoro di “Cane Guida”.

Una delle prime immagini tratte dal cortometraggio “Guide Dog” del 2006, di Bill Plympton.

Una delle prime immagini tratte dal cortometraggio “Guide Dog” del 2006, di Bill Plympton.

Nel campo delle serie televisive ritroviamo il francese Federico Vitali, creatore della serie “Guano!“, fra le più rappresentative del genere “violento”.

In “Guano!“, vengono presentati personaggi orribili e affabili allo stesso tempo, ampliando successivamente il bestiario animato con la serie “Lava-lava!“, in cui animali, fattori e persino extraterrestri si rapportano tra loro in una strana visione dell’ambiente campestre, attraverso la quale sembra facile riconoscere la nostra realtà; opera di puro divertimento con un gusto che predilige la parodia dell’animale equiparato all’uomo.

Il grottesco volatile corteggia a suo modo la gatta, che in seguito lo punisce nelle maniere più impensabili, arrivando a dargli fuoco o ad inserirlo in un barile di liquido tossico. “Lava-Lava!”,Federico Vitali. 1991.

Il grottesco volatile corteggia a suo modo la gatta, che in seguito lo punisce nelle maniere più impensabili, arrivando a dargli fuoco o ad inserirlo in un barile di liquido tossico. “Lava-Lava!”,Federico Vitali. 1991.

Su questo filone di “animali violenti” rientra una famosa serie di cartoni animati realizzati tramite il programma della Macromedia, Flash, maggiormente indirizzata al pubblico del web: “Happy Tree Friends” di Kenn Navarro e Rhode Montijo.

Gli animali che popolano la serie dedicata al web degli “Happy Tree Friends”.

Gli animali che popolano la serie dedicata al web degli “Happy Tree Friends”.

Prima di ogni episodio compare una frase, dal sapore puramente ironico: “Cartoon Violence: Not for Small Children or Big Babies“, un avvertimento che contrasta con l’introduzione di ogni episodio, dove appare un grazioso libro per bambini.

Gli “Happy Tree Friends” sono animali coloratissimi e dall’aspetto ingenuo e affettuoso, ma alla fine di ogni episodio non fanno una vera e propria bella fine, anzi muoiono nei modi più impensati e nella maniera più cruenta possibile, con qualche similitudine stilistica  che ritroviamo in “Grattachecca e Fichetto” dei “Simpson.

“Grattachecca e Fichetto”, il gatto e il topo appartenenti alla serie animata dei “Simpson”.

“Grattachecca e Fichetto”, il gatto e il topo appartenenti alla serie animata dei “Simpson”.

L’antropomorfismo si caratterizza per il contrasto tra la dolcezza stilistica dei personaggi e la cruenza degli avvenimenti in cui sono coinvolti, il tutto realizzato in chiave cinica ed ironica, senza impartire alcun tipo di insegnamento.

Grattachecca e Fichetto” (“Itchy e Scratchy” ) sono, invece, personaggi di una serie di cartoni animati adorati da Bart e Lisa, i figli dei protagonisti de “I Simpson“: una serie nella serie dove, il gatto e il topo, protagonisti di divertenti e sanguinarie gag, tentano di uccidersi a vicenda.

L’autore della celebre saga dei Simpson, Matt Groening ha creato uno stile inconfondibile sia per quanto riguarda i protagonisti, i Simpson, che per quanto riguarda i personaggi secondari, ma ancor più cruenti, di Grattacchecca e Fichetto.

Entrambi gli animali antropomorfi simboleggiano tutto ciò che di sadico e cinico si ritrova nell’essere umano, una sorta di rivisitazione in chiave pulp de “Willy il Coyote“.

[1] “Eat” presenta: situazioni surreali che coinvolgono i vari avventori di un piccolo ristorante; un uomo di mezza età, una giovane coppia e una famiglia con due figli)

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