4.0 L’antropomorfismo nelle favole, fiabe e racconti d’epoca

 

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”

 

George Orwell

 

“L’agnello cominciò a seguire il lupo nelle vesti di una pecora.”

Esopo

 

Nel processo di creazione delle storie che hanno per protagonisti personaggi animati antropomorfi, si constata una volontà da parte dell’autore di usufruire dei richiami alla favolistica mondiale.

Racconti più o meno brevi che hanno una tradizione lontana, ma che trasposti in chiave animata hanno risultati comunicativi ottimali nelle riproduzioni delle favole stesse.

Spesso accadeva di associare personaggi classici dell’animazione a tradizioni ben più antiche, permettendo e favorendo, così, variazioni sul tema.

La favola, in effetti, è un genere antico e universale e sin dalle prime creazione animate, dove gli autori si ispiravano ai miti leggendari e alle storie tramandate oralmente, venivano proposti rafforzamenti e accentuazioni delle morali in esse contenute che ancora oggi possiamo ritrovare nel nostro secolo.

In generale, proprio in virtù degli insegnamenti morali (comunemente classificati come scolastici) contenuti nelle favole e nelle fiabe, queste vengono considerate unicamente rivolte la mondo dell’infanzia, ma ciò non è sempre vero o almeno lo può essere considerato in parte, perché tutto è rimesso alla volontà narrativa dell’autore.

Ad ogni modo è necessaria una precisazione. Le fiabe generalmente sono costituite da personaggi umani con caratteristiche particolarmente enfatizzate come ad esempio poteri magici dei maghi, delle streghe, degli orchi, oppure alla bellezza e la bontà dei principi e delle principesse ecc.

L’interesse delle favole è, invece, principalmente legato al mondo degli animali, considerati come simbolo metaforico d’espressione dei caratteri tipici dell’essere umano e visti anche come unico metodo per poter esprimere al meglio considerazioni sull’uomo stesso e sulla società, nonché come una sorta di avvicinamento, in sintesi, del mondo umano con quello animale.

Le favole costituiscono quindi un elemento fondamentale dell’antropomorfismo, in quanto attraverso gli animali che esprimono i propri pensieri, stati d’animo e difetti stessi dell’uomo, ripropongono aspetti della sfera umana, talune volte criticandola altre volte compiacendola.

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