3.1 Il Gatto e il topo che passione!

Nel 1919 comparve per la prima volta un personaggio ideato appositamente per le produzioni animate: si tratta di “Felix the Cat“, realizzato da Pat Sullivan, prodotto dalla Paramount, un gatto antropomorfizzato anche se inizialmente mantiene certe caratteristiche fisiche animali.

Ci sono delle perplessità al riguardo della vera paternità del personaggio di Felix e le notizie a tal proposito sono incerte. Nel 1923 il “King Features Syndicate” chiese all’autore, Pat Sullivan, di realizzare avventure di Felix a fumetti, così un importante animatore dello studio, Otto Messmer (da qualcuno indicato addirittura come il vero creatore del personaggio) incominciò ad occuparsene; ad ogni modo tutto il materiale a fumetti prodotto verrà firmato “Pat Sullivan”.

Felix [1] (in Italia Mio Mao o il Gatto Felix comparso nel 1924 sul “Corriere dei Piccoli“) è un gatto che pur avendo le sembianze di un felino, e correndo alle volte come tale, assume spesso e volentieri atteggiamenti umani, in particolar modo quando si deve applicare e pensare a come uscire da determinate situazioni; ed è allora che lo vediamo salire su due zampe e con fare pensieroso cammina su e giù, con il volto preoccupato e le braccia incrociate dietro al busto.

In una delle prime animazioni, “Felix the Cat – Feline Follies del 1919, troviamo il gatto bianco e nero che si muove ancora come un felino (a quattro zampe) e il volto stesso del personaggio non è ancora del tutto definito, il corpo è ancora legato alla forma del gatto realistico, ma allo stesso tempo presenta i primi atteggiamenti non consueti per un animale, come il fatto di guardarsi allo specchio e lavarsi i denti con la coda: nel cortometraggio Felix, infatti, si prepara  per andare all’appuntamento con Miss Kitty (che al contrario di Felix è una gatta tutta bianca) e nel mentre è osservato dai topi, che aspettano la sua uscita per cimentarsi in un ballo sfrenato (chiara citazione del detto “Quando il gatto non c’è i topi ballano!“).

Non essendoci ancora il sonoro l’autore si serve dei baloon e delle onomatopee, ad esempio, per fornire a Felix l’uso surreale della coda che assume la forma di punto interrogativo quando il protagonista è pensieroso, oppure la coda stessa è utilizzata come un tipico cilindro di un mago per tirar fuori gli oggetti più disparati, come degli scii, un cannocchiale o un bastone.

Nelle fasi successive, invece, aumenta il senso antropomorfico del personaggio: cammina sempre su due zampe, il volto viene maggiormente definito ed accentuati i suoi atteggiamenti stravaganti, ma allo stesso tempo sottolineandone l’ingegno ricorrendo sempre all’uso della sua magica coda per inventare rocambolesche mosse per uscire fuori dalle situazioni.

Immagine che ritrae Felix the Cat in una versione più antropomorfa.

Immagine che ritrae Felix the Cat in una versione più antropomorfa.

Il gatto Felix fu molto amato dal pubblico, anche se alternava successo con insuccesso, visto e considerato che le storie potevano risultare ripetitive, ma il vero e proprio declino avvenne quando la nascente Casa di Produzione Disney cominciò a proporre film animati qualitativamente migliori rispetto a quello a cui era abituato il pubblico di allora, in particolare modo con la nascita di Topolino.

“Tutto è cominciato con un topo!” era solito spiegare Walt Disney a chi gli chiedeva le ragioni del suo successo. Ma se guardiamo al mondo dell’animazione in generale, bisognerebbe invece dire che “Tutto è cominciato con un gatto!”. Infatti, quando “zio Walt” era ancora un perfetto sconosciuto, il cinema d’animazione, seppur ancora rudimentale, aveva già la sua prima star: il gatto Felix!

Interessante confronto fra i volti di Felix (1919), Mickey Mouse (1928) e gli Animaniacs (1993).

Interessante confronto fra i volti di Felix (1919), Mickey Mouse (1928) e gli Animaniacs (1993).

Grazie al contributo dell’assistente di Messmer, Joe Oriolo, che nel 1950 produsse ben 264 cortometraggi, l’immagine di Felix venne riportata al successo trasformandolo in personaggio quasi del tutto “umano” e molto saggio, accompagnato dalla celebre borsa magica.

Con il gatto Felix si ebbe, dunque, il primo vero e proprio personaggio completamente antropomorfo della storia, che ha preso ispirazione dai precedenti autori di cinema d’animazione e il quale ha avuto a sua volta autori che si sono ispirati a tale soggetto animato e grazie alla completa antropomorfizzazione del personaggio, con sembianze e atteggiamenti più vicini all’essere umano, maggiore fu il coinvolgimento dello spettatore.

Nonostante gli alti e bassi, Felix sopravvive ancora oggi, grazie al figlio Don Oriolo,  produttore del film “Felix the Cat, the Movie” a metà degli Anni Ottanta, e del film di natale del 2004 “Felix the Cat Saves Christmas“.

Accanto all’antropomorfismo operato su un gatto, non poteva certo mancare la stessa opera su di un topo.

Nel 1942 un noto autore di disegni e caricature, Paul Terry, creò per la sua serie “Terrytoons” un protagonista del tutto particolare: Mighty Mouse (in Italia Supermouse) un topo che acquista superpoteri grazie ad un pezzo di formaggio speciale, trovato dentro un supermercato dove il protagonista si era rifugiato per sfuggire dalle grinfie di un gatto.

Nel complesso, le avventure di Mighty Mouse si concentrano maggiormente sul susseguirsi di fughe ed inseguimenti contro il gatto Olican Harry (per l’Italia Baffo Blu) per poter salvare la sua amata Pearl Pureheart (Perla Spezzacuore).

“Mighty Mouse”nato intorno agli anni Quaranta.

“Mighty Mouse”nato intorno agli anni Quaranta.

Terry prese l’idea da I. Klein, che voleva realizzare la storia utilizzando come protagonista una mosca, ma Terry cambiò solo il tipo di personaggio dall’idea originale di Klein. Inoltre, le serie di Terry prendevano spesso spunto dalle favole e fiabe del mondo, che gli permetteva di agire su più fronti tematici per le sue animazioni. Tuttavia,

le storie, basate su temi fantastici, non sono altro che una parodia di “Superman“.

I personaggi erano sempre principalmente animali, come cani, gatti, topi, galline, orsi, rane, uccelli ecc. ed infatti negli anni a seguire realizzò: “Deputy Dawg (in Italia Buffalo Bau), il cui protagonista era un cane sceriffo accompagnato da altri personaggi come procioni, talpe e opossum; e “The Heckle and Jeckle” due cornacchie gemelle.

Sebbene il mito del Gatto e del Topo fosse presente in molte produzioni animate, il personaggio per eccellenza che tutti noi ricordiamo, e che è impossibile non conoscere a differenza di altri personaggi, fu creato nel 1928: Mickey Mouse del celebre Walt Disney (Walter Elias Disney) e Ub Iwerks (Ubbe Ert Iwerks).

Topolino creato nel 1928

Si racconta che il personaggio del topo più famoso al mondo sia stato creato durante un viaggio in treno dello stesso Walt Disney, che vide passare nella carrozza del treno un topo e decise di realizzare un topo antropomorfo; altre fonti, invece, segnalano che solo il carattere del personaggio fu progettato da egli stesso e disegnato dalle mani di Iwerks. Chiamato inizialmente Mortimer Mouse, modificato successivamente con il nome che tutti conosciamo dalla moglie di Walt in Mickey Mouse, ovvero Topolino (chiamato così in Italia) il quale in principio era un coniglio; o meglio il primo personaggio che i due artisti cercarono di portare di fronte al pubblico fu “Oswald The Lucky Rabbit (tradotto in “Osvaldo il coniglio fortunato“).

“Oswald The Lucky Rabbit” che esordì il 5 settembre del 1927, un personaggio che ricorda Felix the cat e Topolino.

“Oswald The Lucky Rabbit" nato nel 1927.

Ciò che successe in seguito è presto detto: sono state accorciate le orecc

hie fino a donargli una forma rotonda, la coda è stata allungata e venne modificata un po’ la fisionomia del viso. Ed ecco comparire Mickey Mouse.

Numerosi furono i cambiamenti attribuitegli, sia nell’aspetto fisico che a livello caratteriale.

La prima comparsa di Topolino avvenne nei primi cortometraggi di Walt Disney: “Plane Crazy” e “Steamboat Willie“.

Plane Crazy” venne realizzato in bianco e nero e senza il supporto del sonoro: la vicenda narra delle gesta emulatrice del pilota Charles Lindbergh, (famoso transvolatore dell’epoca che nel 1927 a bordo del suo “Spirit of St Louis” effettuò il primo volo diretto New York-Parigi), dove il personaggio animato si costruisce un aereo per portare a bordo la sua amata Minnie: durante la traversata tenta di baciarla ed ella, nel tentativo di fuggire, si paracaduta fuori dal veivolo.

La prima comparsa di Topolino tratto da “Plane Crazy” realizzato nel 1927 uscito in seguito il 15 maggio del 1928.

La prima comparsa di Topolino tratto da “Plane Crazy” realizzato nel 1927 uscito in seguito il 15 maggio del 1928.

Il secondo film animato, “Steamboat Willie” del 6 Ottobre 1927, diretto da Alan Crosland, venne tratto dal film di Buster Keaton “Steamboat Bill“: la sua proiezione ebbe i riscontri positivi del pubblico che amò il simpatico topo umanizzato, anche grazie all’utilizzo del sonoro sincronizzato (nato nella pellicola “The Jazz Singer” (“Il cantante di jazz“) una innovazione che in quel periodo sconvolse ogni visione.

In questo primo esordio di cinema d’animazione con il sonoro, utilizzando il Cinephone, composto da un’orchestra e da rumoristi esperti, troviamo Topolino alle prese con un battello comandato da un gatto, il malefico Gambadilegno: durante la traversata incontra Minnie, e cerca di intrattenerla con la musica ricavata da ogni sorta di oggetto o animale che si trovi sulla barca, il divertimento viene, però, interrotto dal capitano Gambadilegno che lo punisce, e alla fine Topolino si trova a pelare patate deriso da un pappagallo.

Nelle primissime animazioni il carattere di Topolino non era come oggi lo conosciamo: inizialmente era ben più irriverente e provocatorio, mentre oggi ci troviamo di fronte ad un Topolino saggio e metodico.

Il successo di Topolino che si protrae incontrastato fino ai giorni d’oggi è dovuto senz’altro alle innumerevoli storie e compagni di avventura che gli sono stati affiancati. Sin dall’inizio compaiono i personaggi di Minnie e di Gambadilegno, mentre nel 1930 compare il suo amico fedele Pluto. Dalle strisce fumettistiche di Topolino emersero, e quindi poi riportate in animazione, numerose figure che accompagnano le sue avventure, la più importante fu quella di Goofy, ovvero Pippo, realizzata con il contributo di Floyd Gottfredson nel 1930.

Si sottolinea, infine, che il primo topo antropomorfo della storia nacque in una America dove erano presenti particolari (e fortunose) condizioni di costante sviluppo tecnologico, cosicché Mickey Mouse riuscì a contrastare la concorrenza, schiacciando le produzioni minori di altri paesi.

[1] Il pupazzo di Felix fu la prima cosa ad essere trasmessa dalla televisione nel 1928, utilizzato dalla NBC come metro di regolazione dei contrasti dei bianchi e dei neri per le prime trasmissioni sperimentali.

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